
All'età di 83 anni è venuto a mancare questo scienziato della Kodak che ha ideato lo schema a mosaico di rosso, verde e blu, brevettato nel 1976 con il numero U.S. Patent No. 3,971,065, che serve ad un unico sensore CCD per ricostruire un'immagine a colori partendo da un'immagine in scala di grigi.
Prima di questa invenzione, per ricostruire un'immagine a colori si aveva bisogno di tre CCD e di un separatore dei raggi luminosi nelle loro componenti principali, ma questo sistema era troppo ingombrante e costoso per poter permettere di costruire fotocamere e videocamere economicamente alla portata di tutti.
Il filtro di Bayer era stato concepito per ricostruire il modo con il quale l'occhio percepisce i colori, era quindi formato dal 25% di pixel rossi, dal 50% di pixel verdi e dal restante 25% di pixel blu, per questo veniva anche descritto dalla sigla RGBG.
La maggioranza dei pixel verdi è dovuta al fatto che la percezione della luminosità del sistema visuale dell'uomo è centrata sulla porzione verde dello spettro visibile ed è il segnale di luminanza che contribuisce più degli altri alla percezione dei dettagli.
Costruttivamente, il filtro Bayer viene posto subito al di sopra dei pixel sensibili del sensore ed il segnale uscente da quest'ultimo deve essere sottoposto ad interpolazioni contenute in un algoritmo di demosaicizzazione, il quale serve ad ottenere un'immagine accurata con dati di immagine completi per i colori rosso, verde e blu.
Oltre ad aver scoperto il filtro Bayer lo scienziato Bryce Bayer ha sviluppato gli algoritmi chiave alla base della memorizzazione, del miglioramento e della stampa delle immagini.
Bryce Bayer lasciò Kodak nel 1990 dopo una lunga carriera nell'azienda ed ancora adesso vi sono delle persone che beneficiano ogni giorno delle sue invenzioni.
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